Transizione 5.0, Confcooperative al Mimit: «Bene i segnali dal Governo, ma servono regole certe per le imprese»
Incontro con i Ministri Urso, Foti e il Viceministro Leo. La Confederazione chiede la tutela delle imprese "esodate", il ripristino degli incentivi per le rinnovabili e una stabilità pluriennale degli aiuti oltre il PNRR.
ROMA, 1 aprile 2026 – Si è tenuto oggi presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) un tavolo di confronto cruciale sul Piano Transizione 5.0. All’incontro hanno preso parte il ministro delle Imprese Adolfo Urso, il ministro per gli Affari europei e il PNRR Tommaso Foti e il viceministro dell’Economia Maurizio Leo.
Confcooperative ha espresso una posizione chiara: sebbene le proposte del Governo rappresentino un primo passo positivo, resta fondamentale garantire la certezza normativa per non penalizzare migliaia di imprese che hanno già avviato investimenti strategici.
La tutela delle imprese "esodate"
La principale preoccupazione riguarda circa 7.400 imprese, definite "esodate", che rischiano di subire tagli fino al 65% sul credito d’imposta originariamente riconosciuto.
«Le imprese che hanno firmato contratti e pagato fornitori facendo affidamento sulle promesse del Governo non possono sostenere tagli retroattivi su investimenti già realizzati», ha ribadito Confcooperative.
Le proposte di Confcooperative
Per garantire la sostenibilità della transizione digitale ed energetica, la Confederazione ha avanzato tre richieste prioritarie:
-
Ripristino del credito d'imposta al 100%: Per tutte le imprese che hanno completato gli investimenti (macchinari installati e pagati) entro il 31 dicembre 2025. I 763 milioni di euro residui del fondo devono essere utilizzati prioritariamente per coprire questo gap.
-
Reintegro delle fonti rinnovabili: È considerato "paradossale" l'esclusione di impianti fotovoltaici e sistemi di stoccaggio, che rappresentano il cuore della logica 5.0. Si chiede il reintegro totale, almeno per chi ha già inviato la comunicazione di completamento al GSE.
-
Stabilità e Semplificazione: Confcooperative auspica un ritorno al credito d'imposta oltre il 2028 (più accessibile dell'iperammortamento per le PMI) e una dotazione finanziaria certa e pluriennale, svincolata dalle scadenze del PNRR.
Verso un Tavolo Permanente
In un’epoca di forte instabilità geopolitica, l'incertezza normativa rischia di scoraggiare gli investimenti futuri. Per questo motivo, Confcooperative ha proposto l'istituzione di un Tavolo permanente Governo-Associazioni-GSE per monitorare l'andamento delle misure, semplificare le procedure burocratiche e garantire tempi rapidi per i decreti attuativi.
L'obiettivo comune deve essere quello di trasformare la transizione non in un onere burocratico, ma in un’opportunità reale di sviluppo per tutto il sistema cooperativo italiano.
